L’uomo (e la donna) sono mediamente pigri. L’educazione, la vita e la necessità lo spingono fuori dal suo guscio, ma preferirebbe tirarsi le coperte sulla testa e far finta di nulla.
L’essere umano è bravo ad adagiarsi. Sta lì, appeso, senza ricordarsi la sua mortalità, penzolando in fondo alla catena evolutiva mangiandosi le unghie delle mani.
Ed è capace di starsene così molto tempo, inebetito dal rumore di sottofondo.
Seduto bello comodo.
Finché un giorno succede qualcosa. Incrocia lo sguardo allegro di un bambino e scopre di aver dimenticato quell’allegria. Vede cadere ad uno ad uno i petali di una rosa nel vaso e si sente senza consistenza come quel fiore reciso, e contando i petali caduti si sente svuotato.
Si guarda i piedi e non se li sente suoi.
Ed è come un click, la luce è stata accesa sulla meschinità della sua vita ed è troppo tardi per tornare indietro.