Non esiste l’infinito: l’infinito è la sorpresa dei limiti. Qualcuno conferma la sua impotenza e dopo lo stende piú in lá dell’immagine, sull’idea, e nasce l’infinito. L’infinito è il dolore della ragione che assale il nostro corpo. Non esiste l’infinito, peró sí l’istante: aperto, senza tempo, intenso, dilatato, solido; ed in lui un gesto si fa eterno. Il gesto è il tragitto e la traiettoria, un estuario, un delta dove i corpi si sovrappongono, piú che il tragitto un punto, uno scoppio, un gesto non è l’inizio nè la fine di nulla, non c’è volontá nel gesto, c’è impatto. Un gesto non si fa: accade. E quando qualcosa accade non c’è scampo. Ogni sgurado ha luogo nell’esplosione, ogni voce è un segno e ogni parola fa parte dello stesso testo.
(Chantal Maillard tradotto dalla mia moglie spagnola per me)
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