allora tu vai al supermercato, no? poi esci con le buste che caracolli tutto che a sicilia si sa si mangia bene e tanto. ti dirigi alla macchina con le buste. apri il portabagagli. con la coda dell’occhio vedi un puntino nero che si avvicina alle tue spalle. questo puntino nero diventa sempre più corposo. ti senti osservato. ti volti. un uomo con la tuta diadora del ‘94 ti fissa. abbozza un sorriso. sorriso inequivocabile. a questo punto se non sei del luogo ricambi il sorriso pensi che a sicilia il mondo è bello e sono tutti buoni e regna l’educazione. se sei autoctono infili le mani in tasca, cerchi degli spicci, almeno un euro, intanto l’omino si è avvicinato, ha aperto la mano tipo elemosina tu metti i soldi nel suo palmo di mano, intanto vi guardate negli occhi dritto dritto come in un duello western: tu furibondo con il fumo che ti esce dagli occhi per il sopruso cui non puoi sottrarti, visto che tu in quel supermercato ci devi tornare. lui, il mafioso, tutto orgoglioso e fiero: altri soldi, ancora una volta e senza fare un cazzo.