io non sono mai stata capace di correre gli ultimi metri.
uscivo, ai tempi in cui correvo sul serio, sapevo di dover correre quei dieci chilometri, avevo un percorso, ma quegli ultimi metri non avevo mai la carica adatta per farli.
a me arrivare alla fine non è mai interessato molto, per questo mio padre continua a dirmi che non finisco mai niente. in fondo hai ragione, ma non è per la paura di non farcela, per pigrizia, a me arrivare alla fine non interessa proprio. non mi interessa la discussione della tesi, non mi interessava quella prima di questa, non mi interesserà questa. ho già chiuso, a modo mio, con questo posto metaforico che è la mia vita adesso.
ho chiuso con gli studi, con la versione ragazzina-adolescente-postadolescente di me, ho chiuso con questa città, con gli amici che sono cresciuti e sono cambiati. è come se fosse tutto là in fondo, in un tempo già vissuto che non posso rivivere.
e non perchè io voglia allontanarmi, ma perchè certi pezzi di vita non ti permettono di trascinarli con te in eterno.
e sono rimasti questi ultimi metri, a separare quel passato da ciò che viene dopo, e ciò che viene dopo non ha forma, non ha suono e non ha sapore, non ha colori nè abitanti.
e sono rimasti questi ultimi metri, gli ultimi metri che qualsiasi altra persona correrebbe con l’entusiasmo di chi vuole colmare quel vuoto, annullare quella distanza.
e sono rimasti questi ultimi metri, e io non sono mai stata capace di correrli, questi ultimi metri.