È il troppo che voglio, e lo voglio con tutta l’intensità di cui sono capace. Non riesco a darmi un pezzo alla volta o a spogliarmi sfilandomi gli abiti via con lentezza e con sensualità; so solo strapparli di dosso a me stessa, e l’unica cosa che resta nascosta, e quella soltanto, se mai vuoi provarla a trovare mi devi frugare nel fondo, armarti di santa pazienza e di eccessi ancora più santi. È in questo che credo: nell’esuberanza di intenti, nell’esondazione di istinti – da qualche parte io so che ci sei e non ti cerco, aspetto stavolta di essere invece cercata e trovata