Se siamo fortunati, tanto come scrittori che come lettori, finiremo l’ultimo paio di righe di un racconto e resteremo poi seduti un momento o due in silenzio. Idealmente, ci metteremo a riflettere su quello che abbiamo appena scritto o letto; magari i nostri cuori e i nostri intelletti avranno fatto un passo o due in avanti rispetto a dove eravamo prima. La temperatura del nostro corpo sarà salita, o scesa, di un grado. Poi, dopo aver ripreso a respirare normalmente, ci ricomporremo, tanto come scrittori che come lettori, ci alzeremo e, “creature di sangue caldo e nervi”, come dice un personaggio di Čechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la Vita. Sempre la vita.
da
Il mestiere di scrivere (
A proposito di “Da dove sto chiamando”), di Raymond Carver (A cura di William L. Stull e Riccardo Duranti). (via
strepitupido) (via
blondeinside)