*: Io ti ammiro, Donald, lo sai? Ho passato tutta la vita paralizzato, preoccupato di ciò che la gente pensa di me, invece tu, tu sei noncurante.
Donald: Non sono noncurante.
*: No. Non hai capito. Voleva essere un complimento. Ci fu una volta, al liceo, io ti guardavo dalla finestra della biblioteca. Tu parlavi con Sarah Marsh.
Donald: Oh si, ero pazzo di lei.
*: Lo so e… e… e flirtavi con lei; e lei era carina con te.
Donald: Si, me lo ricordo.
*: E poi, quando tu te ne andasti; lei si mise a prenderti in giro con Kim Canetti. Ed era… come se… ridessero di me. Tu non… non ne sapevi niente. Sembravi felice e contento.
Donald: Io sapevo. Li avevo sentiti.
*: Allora come mai eri così felice?
Donald: Io amavo Sarah. Era mio quell’amore. Lo possedevo. Nemmeno Sarah aveva il diritto di portarmelo via. Io posso amare chi voglio.
*: Ma per lei tu eri patetico.
Donald: Ah… beh… quello era un problema suo, mica mio. Tu sei ciò che ami, non ciò che ama te. Questo l’ho deciso molto tempo fa.
A: Tu non soffri d'insonnia. Tu vivi di notte, è un concetto diverso. Chissà poi perché...
F: Perché di notte è tutto più ovattato, perché riesco a pensare meglio, perché la maggior parte delle persone dorme, perché se faccio un dritto vedo il sole prima di tutti...
A: E di giorno non riesci?
F: Di giorno metto le cuffie. But it's not the same.