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I due trentenni
Ci sono persone che portano con sé cattive sensazioni; ma non ne soffrono, perchè le rovesciano sugli altri - spesso senza nemmeno accorgersene. Guardo la coppia che è appena salita sul vagone; lui in una specie di business casual, giacca camicia bianca e jeans, lei elegante da ufficio ma non da donna in carriera, forse una impiegata di livello medio alto in una grande agenzia di assicurazioni, o in un’azienda informatica. Avranno una trentina d’anni o poco più, sembrano di quelli che questa sera happy hour, domani palestra, dopodomani analista, fra tre giorni kebab e poi cinema, fra quattro happy hour e per il weekend vediamo se Liguria o un agriturismo in Toscana, e avanti così in una coazione a ripetere che chissà perchè tanti invidiano.
continua da Squonk ed è tutto da leggere -
una coperta calda d’inverno
Ci sono delle volte in cui mentre vivi ti fermi a guardarti e ti vedi con gli stessi occhi con cui ti vede lui. Ti guardi sorridere e scopri che non sei male quando sei felice. Ti guardi mentre ti osservi intorno e vedi nei tuoi occhi un luccichio che credevi non ci fosse più. E sorridi e sorridi ancora, perchè amare è bello, ma la consapevolezza di essere amati è una certezza scioccante e palpabile che ti si avvolge intorno all’anima come una coperta calda d’inverno.
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felicità: un concetto strano
La felicità è un concetto strano, si pensa che debba essere mente libera e corpo rilassato. Oppure farfalle nello stomaco e occhi luccicanti. Oppure ancora può sembrare entusiasmo e voglia di vivere al massimo.
La verità è che non lo sappiamo noi, non lo sanno gli altri, non lo sa nessuno. Nelle nostre vite la felicità non la sappiamo mai riconoscere.
Ma è dannatamente facile riconoscerla nelle vite degli altri.
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la parola presente
Ci sono dei momenti fugaci in cui ti sembra che la tua vita non stia andando come deve andare. Sono momenti in cui ti fai prendere dal panico e dalla paura di non riuscire a vedere le cose come sono se non in quel preciso istante. Poi respiri, ti calmi, e scopri che non c’è niente di storto o sbagliato ma che tutto segue il filo logico dei tuoi desideri.
E’ che dovremmo imparare il significato della parola presente.
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Purtroppo però ho un cervello, e questo bastardo mi fa scherzi orribili.
Io non avrei grossi problemi a metabolizzare quello che mi succede nella vita. Succede, prendo atto, vado avanti. Purtroppo però ho un cervello, e questo bastardo mi fa scherzi orribili. Prende i fatti e li memorizza, ma non nella loro oggettività, no lui ci mette delle elaborazioni, analizza, confronta, va oltre. E alla fine mi ritrovo in memoria gli stessi fatti ma con delle spiegazioni e delle ipotesi. Poi la notte io vorrei dormire e il cervello, approfittando della mia disattenzione, sfoglia l’archivio memorizzato e io al mattino mi ritrovo con delle cose che la gente chiama sogni ma che sono solo i deliri notturni di sto cazzo di cervello che proprio non ne vuole sapere di essere oggettivo e di limitarsi ai fatti.
Ecco, quello che mi frega è questo. Si dice che chi non ha un cervello vive meglio, li chiamano stupidi. Ecco e io vorrei ogni tanto essere stupida, perchè averlo questo coso dentro la testa mi fa stare sempre e solo male.
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Freud e le teste di cazzo
Se Freud si fosse limitato a dire “se ti comporti come una testa di cazzo è perchè effettivamente SEI una testa di cazzo”, lui avrebbe vinto il Nobel, le donne avrebbero avuto meno motivo di ossessionare i propri uomini con la psicoterapia da Cosmopolitan, gli uomini avrebbero avuto una scusa in meno per comportarsi come cavernicoli, le suocere sarebbero state disarmate in partenza, e il Viagra e Prozac spamming non avrebbe avuto motivo di esistere
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quando hai vent’anni, ventuno, ventidue, ventitre, ventiquattro, quello che vuoi dalla gente è che ti parli di te. quando hai vent’anni, ventuno, ventidue, ventitre, guardi il mondo per vedere come ti guarda. la gente ride quando fai una battuta, ti bacia quando ti avvicini durante una festa? sì? ah, ecco allora chi sei. ma quelle stesse persone, quelle che ridono o non ridono, baciano o non baciano, sono a loro volta giovani, e allora cominci a pensare, se hai venti o ventun anni, se sei giovane, che di loro non ci si può fidare, dei tuoi coetanei, di quegli schizzati dei tuoi amici e delle tue fidanzate: che non sei tu il motivo per cui ti hanno baciato, ma sonoloro, è qualcosa dentro di loro, narcisisti che non sono altro, mentre tu gli stavi chiedendo di te, volevi sapere cosa pensavano di te.
[da tutti gli intellettuali giovani e tristi di keith gessen]
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aberrante.it » Apolide Errante
* il palermitano si lamenta sempre * la sporcizia delle strade del capuluogo * lo snobismo del palermitano: “Si ma vuoi mettere NewYork con Palermo…” * l’autoreferenzialità del palermitano: “Si infatti, io… , io… perchè io…” * chi lavora per il servizio pubblico ti sta facendo un favore * motorini dappertutto: sulle strisce pedonali, nei marciapiedi, controsenso * il gelato? buono ma non si vive sugli allori. A Milano è buonissimo, forse anche più: Grom, Sartori… * il lassismo generalizzato sui luoghi di lavoro
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Vorrei averne scritto la versione maschile, ma questo rende l’idea ugualmente…
Sono capaci tutti di farsi volere bene presentandosi al meglio di se. Trucco, capelli, vestiti. Le battutine simpatiche al momento giusto, il gioco a rincorrersi degli sguardi, o l’empatizzare con qualcuno attraverso la tastiera: bastano gli elementi giusti, la chiave di lettura di chi ci sta attorno, e il gioco è fatto.
E’ qualcosa in cui potrei riuscire persino io, fate voi.
Ma non è così che voglio vada con me. Non è così che voglio tu possa imparare ad amarmi. Io non sarò sempre al meglio di me. Ci saranno giorni in cui mi alzerò dal letto con il trucco sfatto ed esprimendomi solo per mezzo di grugniti. Ci saranno giorni in cui non mi farò tre docce al giorno, solo perchè tu mi senta sempre profumata. Ci saranno giorni in cui avrò un diavolo per capello e odierò il rumore che fai bevendo. Ci saranno giorni in cui piangerò senza motivo e senza volerne parlare, giorni in cui le parole non vorranno uscire e i gesti venire, giorni in cui persino un cadavere potrebbe sembrare più simpatico di quanto io potrei riuscire ad essere. Ci saranno giorni in cui mi rimarrà incastrato il cibo tra i denti, o avrò una macchia d’unto sul mento mangiando gli spaghetti. Giorni in cui mi puzzeranno i piedi o in cui non avrò voglia di lavarmi i capelli. Ci saranno giorni che non potrò evitare a me stessa, e che di conseguenza non potrò evitare a te che mi stai vicino.
Forse non riuscirò mai ad essere la donna perfetta che vorrei tanto essere, ma amami per come sono, amami anche per i miei difetti e per il fatto che sto qui davanti a te senza nasconderli, perchè ti assicuro che se ci saranno giorni come quelli che ti ho appena detto, ci saranno anche giorni in cui sarò il sole che splende dopo la pioggia, e ti riscalderò, e ti farò sentire desiderato ed amato come non pensavi sarebbe mai potuto succedere.
Amami per come sarò al mattino appena alzata, con il mascara colato e il segno del cuscino sulla guancia, e prometto che farò di tutto, il possibile e l’impossibile, perchè tu non abbia mai a pentirtene.
La versione maschile: “ci saranno giorni in cui mi sentirò a mio agio scorreggiando in tua presenza. Se riuscirai a battermi in rumorosità, sarò tuo per sempre”
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inverno caldo
Ci pensavo stamattina. L’inverno arriva e io me lo godrò beatamente infilato nelle sciarpe più calde e nel tepore dei miei libri. Ma voglio anche il naso gelato e le nuvolette che sembra che fumi.
Non posso che essere d’accordo. Conto i giorni che separano me dal mio splendido cappotto.
(e grazie per il grazie alla caricatura. Sai che è stato un piacere ♥)
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scrivere
ho grosse difficoltà d’espressione.
le parole sono potenti.
le parole non sono mai sufficienti.
le parole non aiutano.
le parole sono torbide e forviano.
le parole sono vuote.
le parole non hanno occhi, bocca o mani.
le parole sono implacabili.
le parole sono l’unica cosa che ho per farti vedere dai mie occhi, sentire dalle mie mani e baciarti con la bocca.
le parole sono dentro di me e mi uccidono.
le butto fuori per non morire, e loro vivono al di la del tempo, oltre me e oltre Te.
le parole sono nulla, ma è tutto ciò che potrò darti e non morirà.
qualcuno disse: le parole sono pietre.
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Un giorno qualcuno capirà che la vita regala dei sì, ma in cambio chiede l’intera esistenza…
Nives
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E adesso, stasera, a ventiquattr’ore dall’entrata in scena, chissà come erano riusciti a farcela. Inebriati dal contatto insolito di ceroni e costumi, in questa prima serata tiepida dell’anno avevano dimenticato le loro paure: avevano lasciato che il ritmo del dramma venisse a prenderli e a trascinarli per poi infrangersi come un’onda; poteva anche apparire sentimentale (e se pure lo era?), ma avevano davvero messo il cuore in quel lavoro. Si poteva forse pretendere di più?
Revolutionary Road - R. Yates
